Pubblicato il giorno 18 ottobre 2020 Archiviato in: Editoria In Evidenza

Premio “M’illumino d’immenso” 2020, le traduzioni vincitrici

Congratulazioni a Teresa Lanero Ladrón de Guevara (Spagna) e Abdelrazek Fawky Eid (Egitto), vincitori rispettivamente per la lingua spagnola e la lingua araba della III edizione del Premio internazionale di traduzione di poesia M’Illumino d’immenso, sponsorizzato anche da Biblit.
Menzione d’onore per Jorge Yglesias (Cuba). Premio speciale giovane traduttore a Fatmaelzahraa Emad Hanafi Abdou Abdalla.

La cerimonia di premiazione si terrà  via Zoom il 22 ottobre 2020 alle ore 19 (ore 12 a Città del Messico). Per partecipare inviare una mail a iicmessico@esteri.it  entro il 21 ottobre. La cerimonia sarà trasmessa anche in diretta sul canale Facebook dell’IIC di Città del Messico.
La cerimonia sarà preceduta da una tavola rotonda su traduzione e poesia a cui parteciperanno tre rinomati poeti e traduttori: Hernán Bravo Varela (Messico), Jorge Fondebrider (Argentina) e Fabio Morábito (Messico). Interverranno anche il poeta svizzero Pietro de Marchi, autore di una delle due poesie da tradurre, e la traduttrice premiata Teresa Lanero Ladrón de Guevara (Spagna).
La cerimonia di premiazione della sezione in lingua araba si terrà il 22 ottobre alle ore 15 presso la Casa della Poesia di Luxor.
Per informazioni sul Premio: Barbara Bertoni, bmbertoni@gmail.com

Di seguito la traduzione in spagnolo premiata delle poesie Gli ireos gialli di Luciano Erba e La carta delle arance di Pietro De Marchi. La traduzione vincitrice della sezione in lingua araba è disponibile qui.

Luciano Erba
Gi ireos gialli

I ragazzi partiti al mattino
di giugno quando l’aria sotto i platani
sembra dentro rinchiudere un’altra aria
i ragazzi partiti alla pesca
con un’unica lenza ma muniti
di un paniere ciascuno a bandoliera
in silenzio ora siedono sul filobus
avviato veloce al capolinea
e il sogno rifanno che Milano
abbia azzurre vallate oltre il Castello
dove saltino i pesci nei torrenti.
Sui prati rimane un po’ di nebbia
la tinca nella sua buca di fango
ricomincia a dormire. Mattiniera
la carpa perlustra attorno ai bordi
di un tranquillo canale. La carpa
è astuta e non abbocca mai.
I pescatori non avranno fortuna. Ma
risalendo i canali e le rogge,
di prato in prato, di filare in filare,
arriveranno i ragazzi dove è fitta
la verzura dei fossi, dove gialli
sono i fiori degli ireos e come spade
le foglie tagliano fresche correnti
sotto l’ombra dei salici.
Arriveranno fino ai fiori lontani
i pescatori senza ventura
i ragazzi in gita nella pianura!
(da Il male minore, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1960)

Los lirios amarillos
traduzione di Teresa Lanero Ladrón de Guevara

Los muchachos que salieron en la mañana
de junio cuando el aire bajo los plátanos
parece dentro albergar otro aire
los muchachos que salieron de pesca
con un solo sedal pero provistos
cada uno de una cesta en bandolera
van ahora silenciosos en el trolebús
que se dirige raudo hacia la terminal
y sueñan de nuevo que Milán
tiene valles azules más allá del Castillo
donde saltan los peces en los torrentes.
En los prados queda algo de niebla
la tenca en su pozo de fango
se vuelve a dormir. Madrugadora
la carpa explora por las orillas
de un tranquilo canal. La carpa
es astuta y no pica jamás.
Los pescadores no tendrán suerte. Pero
al remontar los canales y las acequias,
de prado en prado, de hilera en hilera,
llegarán los muchachos donde es denso
el verdor de los regueros, donde amarillas
son las flores de los lirios y como espadas
las hojas cortan frescas corrientes
bajo la sombra de los sauces.
¡Llegarán hasta las flores lejanas
los pescadores sin fortuna
los muchachos de excursión por la llanura!

Pietro De Marchi
La carta delle arance
                                        e con ardente affetto il sole aspetta
                                        Dante, Par., XXIII 8
Quella carta velina, variopinta,
frusciante tra le dita
di chi la distendeva, la stirava con cura,
specie negli angoli, per innalzare
sotto i nostri occhi un fragile cilindro,
una precaria torre e poi incendiarla
con uno zolfanello, sulla cima;
e noi che aspettavamo intenti
di vederlo, quel sole di Sicilia
stampato sulla carta, sollevarsi
dal piatto con scrollo leggero
tramutantesi poi in volo tremulo –

ma più saliva più si consumava,
e, rimasto un istante sospeso nell’aria,
ecco un pezzo di sole annerito,
un frammento di torre in fiamme
ricadere sul piatto;
e allora, mentre ancora volteggiavano
sopra di noi coriandoli di carta strinata,
anche senza più fame
chiedevo un’altra arancia da sbucciare,
imploravo di rifarlo, ripeterlo,
quel gioco col fuoco.
(da La carta delle arance, Bellinzona, Casagrande, 2016)

El papel de las naranjas
traduzione di Teresa Lanero Ladrón de Guevara
                                        y con ardiente afecto al sol aguarda
                                        Dante, Paraíso, XXIII, 8
Aquel papel de seda variopinto,
crujiente entre los dedos
de quien lo extendía, lo estiraba con mimo,
por las esquinas sobre todo, para levantar
bajo nuestros ojos un frágil cilindro,
una precaria torre y después incendiarla
con una cerilla, en la cima;
y nosotros que esperábamos absortos
para ver aquel sol de Sicilia
impreso en el papel elevarse
del plato con una ligera sacudida y
transmutarse después en vuelo trémulo…

Pero cuanto más subía más se consumía
y quedaba suspendido un instante en el aire:
un trozo de sol ennegrecido,
un fragmento de torre en llamas
cayendo de vuelta al plato;
y entonces, mientras revoloteaba aún
sobre nosotros el confeti de papel quemado,
incluso ya sin hambre
pedía otra naranja para pelarla,
imploraba que lo hicieran otra vez, que repitieran
aquel juego con el fuego.

Teresa Lanero Ladrón de Guevara
Ha studiato italiano all’Università di Siena. Dal 2013, anno in cui ha terminato il Master in Traduzione editoriale dell’Università di Malaga, ha tradotto oltre trenta libri di narrativa e saggistica dall’italiano, inglese e francese per diverse case editrici. Tra gli autori tradotti: Mario Praz, Anne Dillard e Richard Powers.

Abdelrazek Fawky Eid
Capo del Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere dell’Università del Cairo. Laureato dalla Facoltà di Lingue (Al-Alsun), Dipartimento d’Italianistica, Università di Ain Shams nel 1989. Ordinario di Letteratura Italiana e Comparatistica Letteraria presso il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere dell’Università del Cairo. Direttore dell’Ufficio Culturale e Scientifico, dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto, Roma-Italia (2012-2015).

(foto di copertina per gentile concessione di Antonio Salsano)