Dritte e consigli per consegnare un lavoro migliore in tempi più rapidi

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Vademecum redazionale per traduttori
a cura di Michele Piumini

 

Trucchi per Word/Windows

Note a piè di pagina spezzate in Word: come fare in modo che non scivolino nella pagina successiva?

Come inserire le virgolette «a sergente»?

Come suddividere la schermata in due spazi?

Come realizzare un indice analitico con sottovoci?

Scorciatoie da tastiera

Affaticamento degli occhi

Come utilizzare le maiuscole nei nomi di istituzioni, organizzazioni e simili?

Creare e gestire glossari in modo semplice ed economico

 

Note a piè pagina spezzate in Word: come fare in modo che non scivolino sulla pagina successiva?
Dare un invio alla fine della nota che doveva rientrare nella pagina precedente e invece risultava nella successiva.
Spuntare la casellina Mantieni insieme le righe nelle opzioni del paragrafo.

 

Come inserire le virgolette «a sergente»?
L’assegnazione di caratteri ai tasti si fa selezionando Inserisci nella barra dei menu, poi Simbolo nel menù a tendina, quindi cliccando sul pulsante Scelta rapida.
Inserisci > Simbolo > Scelta rapida > Nuova combinazione > Aggiungi.
Per consultare agevolmente la tabella con i caratteri speciali quando non si lavora in word è possibile creare sul desktop un collegamento di charmap.exe.
Il percorso è Risorse del computerdisco locale (c:) → windowssystem32charmap.exe
Con il pulsante destro si crea un collegamento che si può spostare sul desktop o dove è più comodo.

 

Come suddividere la schermata in due spazi?
Se si usa un PC:

  1. Aprire entrambi i documenti
  2. Nel menù Finestra, cliccare su Disponi tutto
  3. Lavorando con il cursore sui margini, è possibile adeguare le dimensioni alle proprie esigenze, in modo da avere i due documenti uno sopra e uno sotto (oppure parzialmente sovrapposti, oppure affiancati, se si tratta di poesie)
  4. Se in entrambi i documenti compaiono tutte le barre dei menù in alto (è possibile usare varie barre personalizzate), nel documento con il testo originale è possibile eliminare quelle non usate facendo clic destro sulla barra e poi de-selezionandola nel piccolo menù che appare.

 

Come realizzare un indice analitico con sottovoci?
La soluzione migliore sarebbe usare il programma Excel ma, se è necessario lavorare in Word, si potrà procedere nel seguente modo:

  1. Creare una tabella di due colonne: la prima per le voci principali e la seconda per le corrispettive sottovoci (se l’indice prevede sottovoci delle sottovoci, la tabella dovrà essere di tre colonne, e così via).
  2. Inserire nelle celle della Colonna 1 le voci principali e, laddove le voci le presentino, scrivere le sottovoci nelle corrispettive celle della Colonna 2 (ed eventualmente le sottovoci nelle celle delle altre colonne).
  3. Terminato l’inserimento delle voci, con il comando “Ordina” del menu “Tabella”, ordinare la tabella per “Colonna 1″: le celle della prima colonna si disporranno secondo l’ordine scelto e con esse le corrispettive celle delle altre colonne le seguiranno.
  4. Evidenziare, quindi, il contenuto di ogni singola cella contenente le sottovoci e procedere all’ordinamento, cella per cella, sempre utilizzando il comando “Ordina”.
  5. Eliminare i bordi della tabella. Nel caso in cui sia necessario eliminare la “Tabella”, sempre dal menu “Tabella” scegliere il comando “Converti”, quindi “Converti Tabella in testo”, scegliendo l’opzione “Segni di paragrafo”. Si otterrà un elenco che sarà poi facile riorganizzare.

È un sistema apparentemente complicato, ma è molto pratico per creare un indice analitico in corso d’opera, dal momento che sarà in ogni momento possibile aggiungere in fondo alla tabella eventuali nuove voci per poi riordinarla automaticamente, di volta in volta.


Scorciatoie da tastiera per Word
Le dieci combinazioni qui presentate sono state selezionate dal sito Qabiria e dovrebbero funzionare a prescindere dalla versione di Word utilizzata e dalla lingua dell’installazione. Prima di utilizzarle, tuttavia, è consigliato fare una prova. Per altre scorciatoie, si veda Shortcut World (vale sempre il consiglio di fare una prova).

SHIFT+F5
Permette di ritornare, ciclicamente, alle tre ultime posizioni del cursore.
Premendo i tasti una quarta volta si ritorna alla posizione iniziale.

F8+tasti di direzione
Attiva la modalità di selezione estesa, che permette di selezionare testo fino a una posizione specifica. Per uscire da questa modalità bisogna premere Esc. Corrisponde a clic+trascina del mouse.

CTRL+SHIFT+F8
Permette di selezionare una porzione rettangolare di testo. Utile quando si devono eliminare caratteri posizionati in un’area circoscritta del testo, che sarebbero complicati da trovare mediante cerca-sostituisci. Per esempio, per eliminare i caratteri >>> inseriti a inizio riga dai programmi di posta elettronica.

SHIFT+F3
Converte il testo selezionato da minuscolo a maiuscolo, ciclicamente (minuscolo, iniziale in maiuscolo, tutto in maiuscolo). Estremamente utile per rendere coerenti le unità dei glossari, ad esempio.

CTRL+barra spaziatrice
Elimina del tutto il formato di carattere ristabilendo quello predefinito. Utile dopo aver pasticciato con i font…

CTRL+F2
Visualizza l’anteprima di stampa del documento aperto. Utile durante la fase di revisione di un documento.

F4
Ripete l’ultimo comando. Estremamente utile per operazioni ripetitive che non possono essere automatizzate con una macro. Per esempio, si può applicare uno stile a una parte di testo, quindi selezionarne un’altra e con F4 applicare lo stesso stile. Gli usi sono infiniti. Attenzione a ricordarvi qual è l’ultimo comando utilizzato. Cancellare un carattere è un comando, per cui premendo F4 lo si ripete (cancellandone un altro).

SHIFT+F4
Ripete l’ultima ricerca o l’ultimo comando Vai a…

CTRL+SHIFT+C / CTRL+SHIFT+V
Copia e incolla il formato di carattere di una selezione di testo (la stessa funzione dell’icona del pennello giallo).

CTRL+F6 / CTRL+SHIFT+F6
Scorre ciclicamente tutti i documenti di Word aperti.

 

Affaticamento degli occhi
Si tratta di regolare la frequenza di aggiornamento (= refresh rate) del monitor, e si applica a tutti i monitor “tradizionali”, cioè catodici, non a quelli a cristalli liquidi.

Per la maggior parte degli occhi, la frequenza minima per evitare di notare lo “sfarfallio” del monitor (specialmente con la coda dell’occhio, e specialmente con tanto bianco o colori chiari sullo schermo) e’ 75 Hz.

Alcune persone più sensibili trovano fastidiosa anche questa frequenza, e di solito alzandola a 85 Hz risolve il problema. È da tenere presente però che una frequenza troppo bassa può affaticare gli occhi anche se non la si nota direttamente.

In Windows, si va alle Proprietà del monitor (o dal Pannello di controllo, oppure scegliendo Proprietà dal menu che viene fuori facendo clic con il pulsante destro del mouse in un punto vuoto del desktop).

Per chi usa Windows XP (Win95 e Win98 sono molto simili):

Nelle Proprietà, andare alla scheda Impostazioni.

In questa scheda, schiacciare il pulsante Avanzate.

Viene fuori un’altra finestra, andare alla scheda Monitor di questa nuova finestra. Qui compare una Screen refresh rate con un menu di impostazioni in Hertz. Scegliere 85 Hz se possibile, se non ci arriva scegliere il valore più alto disponibile (dipende dal monitor e dalla scheda grafica).

Fare clic su OK per confermare, verrà fuori un’altra richiesta, confermare anche quella, fare clic su tutti gli OK disponibili.

Per il Mac la procedura è molto simile. Per gli schermi a cristalli liquidi il refresh non esiste, quindi non esiste nemmeno il problema.

 

Come utilizzare le maiuscole nei nomi di istituzioni, organizzazioni e simili?

Non c’è uniformità. Alcuni manuali di stile suggeriscono di procedere verso il “modello inglese” che utilizza le maiuscole per tutti i termini importanti della definizione (es. “Ministero di Grazia e Giustizia”), ma sembra che l’uso tenda sempre più verso il “modello francese”, dove è maiuscola solo la prima parola (es. “Ministero di grazia e giustizia”, ma attenzione: “ministro di Grazia e giustizia”, siccome è diventata “Grazia” la prima parola dell’istituzione).

In ultimo valgono in questo caso le norme redazionali della casa editrice per cui si lavora. In assenza, fondamentale è soprattutto la coerenza: qualunque principio si segua, va mantenuto intatto in tutto il testo.