Pubblicato il giorno 27 gennaio 2026 Archiviato in: Eventi Inchieste

Convegno “La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”

Mercoledì 11 febbraio 2026, ore 11
Sala Spadolini del Ministero della Cultura
Via del Collegio Romano 27, Roma

Nel corso dell’appuntamento biennale voluto da Gli Editori, AIE e FIEG, sarà presentata la quarta edizione dell’indagine IPSOS Doxa commissionata da AIE sulla pirateria.
Per partecipare è necessario accreditarsi entro le ore 13:30 del 6 febbraio.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della Cultura, sul sito di AIE e su Ansa.it.

Pubblicato il giorno 19 gennaio 2026 Archiviato in: Inchieste

Podcast ISTAT, “Leggere, scrivere, ascoltare”

Quanti Italiani leggono libri, su carta o in formato digitale? E quanti, invece, hanno provato a scrivere un romanzo o un saggio?
Nel podcast Leggere, scrivere, ascoltare, a cura dell’ISTAT, la ricercatrice Emanuela Bologna racconta i numeri dei lettori e della lettura in Italia attraverso un confronto con l’Europa.

 

Pubblicato il giorno 14 gennaio 2026 Archiviato in: Inchieste

Sondaggio CEATL su traduzione letteraria e IA

Il CEATL invita traduttrici e traduttori letterari a partecipare al nuovo sondaggio sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nostra professione. Scadenza: 31 gennaio 2026.

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Pubblicato il giorno 10 novembre 2025 Archiviato in: Eventi

Presentazione inchiesta ADEI su editoria indipendente

Il Settore editoriale italiano. Laboratorio di Ricerca sulla lettura e l’editoria
Presentazione online
con Giuseppe Iannaccone (presidente del Centro per il Libro e la Lettura), Della Passarelli, (ADEI), Alessandro Somai (Ipazia Ricerche). Modera Nicola Genga (Centro per il Libro e la Lettura).
Sabato 22 novembre 2025, dalle ore 11.

Il Centro per il Libro e la Lettura dedica una presentazione su piattaforma Zoom ai primi risultati della ricerca Il Settore editoriale italiano. Laboratorio di Ricerca sulla lettura e l’editoria, promossa dall’Associazione degli Editori Indipendenti (ADEI) con il sostegno del Centro per il Libro e la Lettura e condotta da Ipazia Ricerche.

Chi sono davvero gli editori italiani? Quanti pubblicano attivamente? Che ruolo svolge l’editoria indipendente? Come si struttura, oggi, il mercato del libro in Italia? L’incontro cerca di rispondere a queste domande illustrando una ricerca su oltre 13.000 operatori del settore.

Iscrizioni a c-ll.eventi@cultura.gov.it

Fonte: Centro per il Libro e la Lettura

Pubblicato il giorno 26 ottobre 2025 Archiviato in: Inchieste

BISG, ricerca sull’uso dell’IA nel settore editoriale

Un articolo di Publishing Perspectives, parte di una serie di contributi sui temi emersi nella Fiera del libro di Francoforte 2025, offre un primo sguardo su una interessante ricerca condotta da BISG (United States’ Book Industry Study Group).

La ricerca ha sottoposto a 559 professionisti dell’editoria degli Stati Uniti e del Canada un questionario con 24 domande sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività legate al settore dei libri.
Sebbene i risultati debbano essere ancora elaborati nel dettaglio, BISG ha puublicato alcuni punti salienti:

Poco meno della metà dei rispondenti, tra singoli professioni (46%) e organizzazioni (48%), riferisce di ricorrere all’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

Nell’insieme, gli ambiti in cui il ricorso all’IA è più frequente sono le mansioni amministrative, l’analisi dei dati, il marketing e l’ottimizzazione dei metadata. Gli ambiti, invece, dove è meno utilizzata sono la gestione dei diritti, la creazione di audiolibri e la traduzione di libri in altre lingue.

Il 31% dei rispondenti si dichiara contrario per motivi etici all’uso dell’intelligenza artificiale, il 33% non è interessato a utilizzarla per il proprio lavoro e il 43% non considera l’addestramento dei modelli IA un buon uso del tempo. Solo il 2% dichiara di non avere preoccupazioni o remore al riguardo.

Tra gli scrupoli emersi, la mancanza di un controllo adeguato sull’uso di testi protetti dal diritto d’autore (86%), le cosiddette “allucinazioni” (84%), l’invasione delle piattaforme di vendita da parte di libri generati dall’IA (81%) e l’utilizzo di dati di addestramento inaccurati, falsi o tendenziosi (79%).

Fonte: Publishing Perspectives – BISG

Pubblicato il giorno 4 febbraio 2025 Archiviato in: Editoria Inchieste

US Authors Guild lancia la certificazione “Human Authored”

La US Authors Guild ha ideato una certificazione per consentire agli scrittori di attestare che la propria opera non è frutto dell’intelligenza artificiale, ma dell’intelletto umano.

La certificazione, nella forma di un “bollino” con la scritta Human Authored da apporsi sulla copertina del libro e sul materiale promozionale, può essere richiesta attraverso una piattaforma on-line. Per il momento, la certificazione è disponibile solo per gli iscritti alla US Authors Guild, ma l’associazione prevede di estendere l’iniziativa anche ai non iscritti.

Come spiegato da Mary Rasenberger, CEO della Authors Guild, lo scopo non è demonizzare l’intelligenza artificiale, che gli autori possono comunque usare come correttore ortografico o strumento di ricerca, ma offrire ai lettori maggiore trasparenza sull’autorialità dell’opera, consentendo al tempo stesso agli autori di distinguere le proprie opere dalla massa di creazioni artificiali che sta invadendo il mercato. È solo di pochi mesi fa la notizia che la nuova piattaforma editoriale Spines prevede di inondare il mercato nel 2025 con 8000 libri pubblicati grazie all’intelligenza artificiale.

La certificazione è stata accolta favorevolmente dalla Authors’ Licensing and Collecting Society inglese (ALCS), che nel 2024 ha condotto un sondaggio sull’intelligenza artificiale con la partecipazione di 13.500 autori, sottoponendo i risultati al governo inglese nel report A Brave New World? A survey of writers on AI, remuneration, transparency and choice.

Dal sondaggio è emerso che gli autori non sono contrari per principio all’utilizzo delle loro opere per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, purché vi sia una esplicita richiesta di consenso (91% dei rispondenti) o sia prevista una equa remunerazione (96%). L’81% degli autori si è dichiarato, inoltre, favorevole a un eventuale modello di licenza collettiva elaborato da ALCS.

LOGO HUMAN AUTHORED

 Fonte: The BooksellerThe Guardian

Pubblicato il giorno 1 ottobre 2024 Archiviato in: Editoria Eventi

AIE, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2024, presentazione online

Torna il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia, la pubblicazione dell’Associazione Italiana Editori che ogni anno racconta il mercato del libro in Italia.

I dati del 2023 e del primo semestre 2024, forniti per la prima volta da NielsenIQ–GfK e rielaborati dall’Ufficio studi AIE a partire da fonti diverse, saranno presentati online dal presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta e da Bruno Giancarli dell’Ufficio studi AIE giovedì 10 ottobre alle ore 11 sul sito dell’Associazione Italiana Editori.

Pubblicato il giorno 8 luglio 2024 Archiviato in: Inchieste Normativa

Indagine Istat sulle biblioteche 2022 e qualche parola sul Diritto di prestito pubblico

Partendo dai dati raccolti nel corso del 2023, Istat propone un approfondimento sul tema delle biblioteche di pubblica lettura in Italia, evidenziando la loro capacità di essere spazio e servizio pubblico per tutta la cittadinanza. Qui di seguito un riepilogo dei punti principali:

Quasi 8 su 10 (77,0%) delle 8.131 biblioteche aperte nel 2022 sono di pubblica lettura, cioè svolgono una funzione orientata alla comunità locale del proprio territorio. Il 92% di esse è gestito da enti locali.
La maggiore quota di biblioteche di pubblica lettura è localizzata al Nord (60,2%), seguono il Mezzogiorno
(27,2%) e il Centro (12,6%). Le prime cinque regioni per numero di strutture sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna. Seguono nell’ordine Trentino-Alto Adige, Campania, Sicilia, Toscana e Lazio. Quasi la metà di tutte le biblioteche di pubblica lettura è presente nelle aree rurali o scarsamente popolate (47,5%). 4 su 10 sono in piccole città o nei sobborghi di città più popolate e solo il 12,3% si trova nei grandi centri urbani.
La media è di 1 biblioteca ogni 8.500 abitanti.

Gli accessi fisici totali registrati nel 2022 sono quasi 34 milioni. Il volume complessivo di prestiti fisici erogati supera i 30 milioni: la maggioranza delle biblioteche (36,1%) ha effettuato in un anno da 500 a 5000 prestiti locali, mediamente 6 per ogni utente attivo iscritto.

Le biblioteche conservano e rendono accessibile un patrimonio quantificabile in 166.950.000 unità. Tra le attività complementari più diffuse ci sono la promozione della lettura e gli incontri con gli autori (70,4% delle strutture) e i laboratori per i bambini fino ai 13 anni (65,1%). Le biblioteche più orientate a interagire con il territorio sono quelle dei Comuni fino a 10.000 abitanti.

Le biblioteche rivestono un ruolo importante per gli autori e le autrici, inclusi traduttori e traduttrici, non solo dal punto di vista promozionale, ma anche da quello economico, attraverso il cosiddetto Diritto di prestito pubblico (DPP), ossia, il diritto degli autori e delle autrici di ricevere una remunerazione dal governo quale compenso per il prestito dei loro libri effettuato gratuitamente dalla biblioteche pubbliche.

Come spiega un’utile Guida a cura della Rete internazionale del DPP (International Public Lending Right Network), Il DPP è riconosciuto nel diritto europeo dal 1992 e attualmente sono 32 i Paesi che lo hanno implementato, 28 dei quali in Europa. Il primo Paese ad adottare un sistema di DPP è stata la Danimarca nel 1946.

Come funziona? Ciascun Paese ha un approccio diverso ma, in generale, il DPP è finanziato direttamente dal governo e non rappresenta un onere per i bilanci delle biblioteche. Più comunemente, il DPP è distribuito agli autori in funzione delle volte in cui le loro opere sono state date in prestito nelle biblioteche.
Questo metodo basato sulla remunerazione per prestito vige in Paesi come il Regno Unito, la Germania, i Paesi Bassi e la Svezia. Tuttavia, il compenso può essere corrisposto agli autori anche con riferimento al numero delle copie dei loro libri in dotazione presso le biblioteche (Canada, Danimarca, Australia) o calcolato in base ai libri venduti (Francia) o al numero degli utilizzatori iscritti nelle biblioteche (Spagna).
I fondi del DPP sono utilizzati in alcuni Paesi per finanziare le pensioni degli autori (Germania, Francia, Svezia), mentre in altri Paesi per pagare borse di viaggio e di studio (Norvegia, Slovenia).

Generalmente, oltre agli scrittori, anche altri soggetti che contribuiscono al libro, quali gli illustratori, i traduttori, gli editori e i fotografi beneficiano del DPP. In molti Paesi gli editori condividono il DPP con gli autori.

La raccolta dei dati per i vari metodi è informatizzata e sia i dati relativi ai libri in dotazione alle biblioteche pubbliche sia il numero dei prestiti effettuati sono rilevati facilmente dai sistemi informatici delle biblioteche. Nella maggioranza dei Paesi, il DPP è finanziato dal governo regionale o centrale e non è corrisposto agli autori direttamente dalle biblioteche pubbliche.

E in Italia? Il Fondo per il Diritto di prestito pubblico è stato istituito con il D.L. 262/2006, convertito in Legge 286/2006 (art. 2 cc. 132 e 133). La norma affida alla SIAE il compito di ripartire il Fondo tra gli aventi diritto, sulla base dei criteri stabiliti con Decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, nelle seguenti percentuali:
per le opere a stampa: 50% autori e 50% editori;
per i fonogrammi: 30% autori e 30% editori; 20% produttori e 20% artisti interpreti ed esecutori;
per i videogrammi: 30% autori e 30% editori, 20% produttori originali di opere audiovisive e 20% artisti interpreti ed esecutori.

Un successivo Decreto del 2017, tuttavia, stabilisce che il Fondo non debba più essere erogato ai singoli aventi diritto, ma collettivamente all’associazione di categoria maggiormente rappresentativa a livello nazionale che ne faccia richiesta ogni anno. Dal canto suo, detta associazione si impegna a investire la somma ricevuta “a scopi di carattere generale, quali iniziative volte alla promozione del libro e della lettura”.
Agli autori viene comunque riconosciuto il diritto di opporsi alla ripartizione collettiva e di richiedere la propria quota del Fondo, presentando opportuna documentazione. Purtroppo, questo è di fatto impossibile, in quanto in Italia le biblioteche non pubblicano dati dettagliati sulle opere richieste in prestito e di conseguenza gli autori non hanno accesso alle informazioni necessarie per esercitare il proprio diritto.

 

Pubblicato il giorno 18 aprile 2024 Archiviato in: Inchieste

Inchiesta State of Culture Barometer

Culture Action Europe ha avviato l’inchiesta State of Culture Barometer sullo stato della cultura in Europa.
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Pubblicato il giorno 15 marzo 2024 Archiviato in: Inchieste

Anteprima inchiesta Society of Authors sull’IA

London Book Fair 2024: How Will AI Change Life for Literary Translators?
Un articolo di John Maer per Publishers Weekly riassume gli spunti di riflessione emersi dall’incontro AI and Literary Translation organizzato dal British Centre for Literary Translation nell’ambito della London Book Fair, il 13 marzo 2024.

Nel corso dell’evento sono stati diffusi in anteprima alcuni risultati dell’inchiesta della Society of Authors inglese sul tema dell’IA generativa, condotta nel mese di gennaio 2024, cui hanno partecipato 800 illustratori, traduttori e scrittori. Con l’espressione “intelligenza artificiale generativa” ci si riferisce in particolare a sistemi in grado di generare in modo autonomo “nuovi” contenuti audio, video, grafici e testuali.
Secondo i primi dati dell’inchiesta, quasi 8 traduttori su 10 (lo stesso vale per gli illustratori) ritengono che l’intelligenza artificiale avrà un impatto negativo sul reddito derivante dal lavoro creativo, timore condiviso da solo circa 6 scrittori su 10. Quasi 9 rispondenti su 10 sono convinti che l’intelligenza artificiale generativa comporterà una perdita di lavoro e opportunità nelle professioni creative. Un quarto degli illustratori e un terzo dei traduttori dichiarano di avere già perso occasioni di lavoro a causa dell’intelligenza artificiale generativa e oltre 4 traduttori su 10 hanno visto i propri redditi ridursi.