BISG, ricerca sull’uso dell’IA nel settore editoriale
Un articolo di Publishing Perspectives, parte di una serie di contributi sui temi emersi nella Fiera del libro di Francoforte 2025, offre un primo sguardo su una interessante ricerca condotta da BISG (United States’ Book Industry Study Group).
La ricerca ha sottoposto a 559 professionisti dell’editoria degli Stati Uniti e del Canada un questionario con 24 domande sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività legate al settore dei libri.
Sebbene i risultati debbano essere ancora elaborati nel dettaglio, BISG ha puublicato alcuni punti salienti:
Poco meno della metà dei rispondenti, tra singoli professioni (46%) e organizzazioni (48%), riferisce di ricorrere all’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.
Nell’insieme, gli ambiti in cui il ricorso all’IA è più frequente sono le mansioni amministrative, l’analisi dei dati, il marketing e l’ottimizzazione dei metadata. Gli ambiti, invece, dove è meno utilizzata sono la gestione dei diritti, la creazione di audiolibri e la traduzione di libri in altre lingue.
Il 31% dei rispondenti si dichiara contrario per motivi etici all’uso dell’intelligenza artificiale, il 33% non è interessato a utilizzarla per il proprio lavoro e il 43% non considera l’addestramento dei modelli IA un buon uso del tempo. Solo il 2% dichiara di non avere preoccupazioni o remore al riguardo.
Tra gli scrupoli emersi, la mancanza di un controllo adeguato sull’uso di testi protetti dal diritto d’autore (86%), le cosiddette “allucinazioni” (84%), l’invasione delle piattaforme di vendita da parte di libri generati dall’IA (81%) e l’utilizzo di dati di addestramento inaccurati, falsi o tendenziosi (79%).
Fonte: Publishing Perspectives – BISG




