Pubblicato il giorno 14 gennaio 2026 Archiviato in: Inchieste

Sondaggio CEATL su traduzione letteraria e IA

Il CEATL invita traduttrici e traduttori letterari a partecipare al nuovo sondaggio sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla nostra professione. Scadenza: 31 gennaio 2026.

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Pubblicato il giorno 29 ottobre 2025 Archiviato in: Eventi

Autori USA contro i giganti dell’IA, la battaglia prosegue

Gli autori statunitensi mettono a segno un altro punto nella battaglia contro i giganti dell’intelligenza artificiale: un giudice federale di New York ha respinto la richiesta di OpenAI di non accogliere la causa intentata da alcuni autori nei confronti di ChatGPT per violazione dei diritto d’autore. Nel formulare la decisione, il giudice ha confrontato, in particolare, il romanzo Trono di Spade di George R.R. Martin con la dettagliata sinossi generata da ChatGPT, concludendo che quest’ultima è “substantially similar” al testo originale.

Questa nuova causa va ad aggiungersi alle altre azioni legali intentate da numerosi autori e dall’Authors’ Guild in diversi tribunali degli USA. Malgrado la vittoria contro il gigante tech Anthropic, in cui la class action si è conclusa con un accordo economico che prevede un risarcimento di circa 3000 dollari per opera, resta tuttora aperta la questione del “fair use”. Il giudice distrettuale William Alsup ha, infatti, condannato Anthropic per avere usato opere scaricate da siti web illegali, stabilendo tuttavia che l’addestramento del programma Claude LLM su tali opere fosse “exceedingly transformative” e di conseguenza protetto dalla normativa sul fair use (Sezione 107 del Copyright Act).

Fonti: Publishers Weekly

 

Pubblicato il giorno 26 ottobre 2025 Archiviato in: Inchieste

BISG, ricerca sull’uso dell’IA nel settore editoriale

Un articolo di Publishing Perspectives, parte di una serie di contributi sui temi emersi nella Fiera del libro di Francoforte 2025, offre un primo sguardo su una interessante ricerca condotta da BISG (United States’ Book Industry Study Group).

La ricerca ha sottoposto a 559 professionisti dell’editoria degli Stati Uniti e del Canada un questionario con 24 domande sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività legate al settore dei libri.
Sebbene i risultati debbano essere ancora elaborati nel dettaglio, BISG ha puublicato alcuni punti salienti:

Poco meno della metà dei rispondenti, tra singoli professioni (46%) e organizzazioni (48%), riferisce di ricorrere all’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

Nell’insieme, gli ambiti in cui il ricorso all’IA è più frequente sono le mansioni amministrative, l’analisi dei dati, il marketing e l’ottimizzazione dei metadata. Gli ambiti, invece, dove è meno utilizzata sono la gestione dei diritti, la creazione di audiolibri e la traduzione di libri in altre lingue.

Il 31% dei rispondenti si dichiara contrario per motivi etici all’uso dell’intelligenza artificiale, il 33% non è interessato a utilizzarla per il proprio lavoro e il 43% non considera l’addestramento dei modelli IA un buon uso del tempo. Solo il 2% dichiara di non avere preoccupazioni o remore al riguardo.

Tra gli scrupoli emersi, la mancanza di un controllo adeguato sull’uso di testi protetti dal diritto d’autore (86%), le cosiddette “allucinazioni” (84%), l’invasione delle piattaforme di vendita da parte di libri generati dall’IA (81%) e l’utilizzo di dati di addestramento inaccurati, falsi o tendenziosi (79%).

Fonte: Publishing Perspectives – BISG

Pubblicato il giorno 11 settembre 2025 Archiviato in: Editoria

Articoli su IA e lavoro professionale

Nel seguito, una serie di articoli in inglese che, pur non riguardando la traduzione letteraria, offrono spunti interessanti sul  rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro professionale.
Tra le altre cose, si parla dell’ennesima piattaforma che, attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, promette mirabilia ad autori indipendenti e piccoli editori, in questo caso mettendoli in grado di creare e vendere audiolibri in un batter d’occhio.
Un lettore/narratore professionista, tuttavia, esprime seri dubbi sull’efficacia dell’operazione.
Buona lettura.


“Anyone can now write blog posts, produce a graphic or code an app with a few text prompts, but AI-generated content rarely makes for a satisfactory final product on its own.”
[…]
“The issue has transformed the job market for many gig workers. Despite widespread concern that AI is replacing workers across industries, some are saying they’ve found new work as a result of AI’s incompetencies.”
(Humans are being hired to make AI slop look less sloppy, di Angela Yang, NBC News, 31 agosto 2025)

“ElevenLabs has launched sales through its ElevenReader platform, offering authors and publishers a 60% royalty rate on net sales for AI-generated audiobooks, without exclusivity requirements.
The London-based voice-AI company’s consumer-facing distribution platform allows users to create audiobooks using AI and sell them directly to consumers. ElevenReader Publishing launched in January as a free platform where authors could publish AI-generated audiobooks, but without monetization options, as the books were offered for free. The ElevenReader platform, which is available as an app for Apple and Android, currently offers several thousand titles from independent authors and small publishers.
‘Our goal is to create a product that enables anyone, whether you’re an indie author or a publisher, to create an audiobook in minutes, and be able to monetize it.’ ”
(ElevenReader Launches Direct Sales for AI-Generated Audiobooks, di Ed Nawotka, Publishers Weekly, 3 settembre 2025)

“An AI tool can create a new sea shanty or a new sculpture or a new abstract shape. But what can it express through these? To express is to have something inside oneself that needs to come out. It pushes its way out: of your mouth, your diaphragm, your gesture, your rhythmic sway. Or you pull it out— because it resists translation, resists articulation. A generative AI model has nothing it needs to say, only an instruction to add some statistical noise to bend an existing pattern in a new direction.”
(Why AI Narrators Will Never Be Able to Tell a Real Human Story, di Adam Verner, Lithub, 3 settembre 2025)

 

Pubblicato il giorno 8 luglio 2025 Archiviato in: Editoria

New entry nel mondo delle traduzioni automatiche

Mentre i tribunali cavillano sulla legittimità dell’uso di opere protette dal diritto d’autore per addestrare i cosiddetti LLM (Large Language Models) e le associazioni di categoria internazionali (vedi EWC, CEATL, SoA, Authors’ Guild) insorgono in difesa degli autori, continuano a spuntare come funghi aziende che sfruttano l’intelligenza artificiale per offrire traduzioni a buon mercato.

Tra le ultime a lanciare i vagiti c’è Globescribe.ai, amorevolmente concepita da Betsy Reavley e Fred Freeman, ex cofondatori della casa editrice indipendente Bloodhound Books, con l’umanitario intento di “abbattere le barriere linguistiche, aprendo l’accesso ai mercati globali a libri che altrimenti non sarebbero mai stati tradotti a causa di limitazioni di costo, di tempo o di domanda”.

La neonata piattaforma si rivolge ad autori autopubblicati ed editori tradizionali offrendo traduzioni “convenienti, veloci ed affidabili”, che da valutazioni in cieco sarebbero risultate addirittura di qualità superiore a quelle prodotte da traduttori in carne e ossa. Per il momento, il servizio è proposto in cinque lingue: spagnolo, tedesco, italiano, portoghese e francese, ma altre lingue sono in arrivo. Nessun abbonamento o contratto, solo 100 dollari a libro (450 per 5 libri e c’è anche uno sconto speciale del 10% per il mese di luglio). La procedura è un gioco da ragazzi: basta caricare il testo, scegliere la lingua, pagare il dovuto e, voilà, in 24 ore è possibile scaricare una traduzione rispettosa di stile, sfumature e formattazione originali.

I fondatori dell’impresa, che avrebbero già avviato contatti con i “big five” dell’editoria mondiale nonchè con diverse piattaforme di self-publishing, hanno tenuto a precisare che non è loro intenzione sostituirsi ai traduttori umani, quanto piuttosto favorire una più ampia diffusione della letteratura.

“Many wonderful books remain locked in a single language because traditional translation can be time-consuming and prohibitively expensive. With AI, we can change that”, sono le parole di Betsy Reavley.

La reazione dei colleghi d’Oltremanica alla nascita di Globescribe non si è fatta attendere. Il concetto ribadito è sempre lo stesso (“The best literary translations offer more than simple accuracy”), eppure le imprese che propongono servizi di traduzione/narrazione automatica continuano a fiorire indisturbate.
La sensazione è che la situazione evolva (o involva) molto più rapidamente delle prese di posizione in difesa dei diritti di traduttori e traduttrici.

Si veda il recente annuncio di Audible (detentore del 70% di vendite di audiolibri nel Regno Unito) in merito all’offerta di un servizio di narrazione automatica e di traduzione automatica da inglese a spagnolo, francese, italiano e tedesco. L’annuncio arriva a solo un anno dalla pubblicazione con grande enfasi della ricerca della UK Society of Authors sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro di scrittori, traduttori e illustratori. La Translators Association inglese ha lanciato una campagna per sottolineare l’importanza della traduzione umana.

Fonti: The BooksellerGlobescribe.ai – The GuardianSociety of Authors

Pubblicato il giorno 13 maggio 2025 Archiviato in: Eventi

Assemblea “Nuove tecnologie nell’editoria”

Domenica 18 maggio 2025 si terrà a Roma l’assemblea pubblica Nuove tecnologie nell’editoria. L’impatto sul lavoro e la contrattazione.

All’incontro, organizzato da SLC-CGIL, interverranno Eliana Como (Fondazione Giuseppe Di Vittorio), Lorenzo Ceccotti (Mefu), Lia Bruna (Coordinatrice nazionale STRADE-Traduttori Editoriali), Edoardo Morso (Stab. Tip. Carlo Combo) e Giulia Guida (Segretaria SLC CGIL Nazionale). Saranno presenti anche lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati di SLC CGIL.

L’incontro si terrà a partire dalle ore 14.30 presso il Museo Explora.
Previsto in contemporanea (14.30-16.30) un laboratorio di disegno aperto a bambine e bambini dai 9 ai 13 anni, in collaborazione con la Scuola Romana dei Fumetti.

locandina evento slc cgil explora maggio 2025

Pubblicato il giorno 7 aprile 2025 Archiviato in: Normativa

USCO, Report su copyright e IA

Il Copyright Office degli Stati Uniti (USCO) ha pubblicato la seconda parte del suo report su copyright e intelligenza artificiale, avviato agli inizi del 2023 allo scopo di offrire un orientamento normativo per le opere contenenti materiale generato dall’intelligenza artificiale.
Nella seconda parte del report, dedicata alla questione se l’arte generata dall’intelligenza artificiale possa essere tutelata dal diritto d’autore, l’ente governativo ha affermato che il requisito per il diritto d’autore è l’autorialità umana. Di conseguenza, nessuna opera creata esclusivamente dall’intelligenza artificiale può essere tutelata dal diritto d’autore.

Diverso è il caso delle opere in cui l’IA sia usata come tecnologia assistiva, a supporto della creatività umana, ad esempio, per un brainstorming, l’editing o la trascrizione del parlato. Fanno eccezione anche le opere in cui l’autore interviene modificando materiale generato dall’IA. La cosa fondamentale è che l’espressione umana resti “percebile”.

La prima parte del report, pubblicata nel 2024, riguardava i cosiddetti “deepfakes”. La terza parte prenderà in esame la controversa questione dell’addestramento dei modelli IA sulle opere protette dal diritto d’autore.

Fonti: Publishers Weekly  – Lexology

Pubblicato il giorno 2 aprile 2025 Archiviato in: Eventi

La Society of Authors contro Meta per l’affaire LibGen

Dopo l’articolo-rivelazione del periodico The Atlantic sull’uso da parte di Meta e altre aziende IA di milioni di libri piratati presenti nel sito LibGen, la protesta partita dagli autori statunitensi si è estesa oltreoceano.

La Society of Authors inglese è scesa in lizza con una lettera aperta in cui chiede al governo di difendere i lavoratori delle industrie culturali dalla condotta disonesta delle big tech, convocando in Parlamento i responsabili di Meta per rispondere dell’accusa di violazione del diritto d’autore. La lettera aperta, pubblicata il 27 marzo 2025 come petizione su Change.org con il sostegno di numerosi autori famosi, ha già raccolto oltre 7000 firme.

È inoltre prevista per giovedì 3 aprile una manifestazione di protesta davanti agli uffici londinesi di Meta, durante la quale ai responsabili dell’azienda sarà consegnata una lettera (inviata contestualmente alla sede centrale USA) per chiedere che agli autori sia riconosciuto un equo compenso per lo sfruttamento delle loro opere e che il loro uso per addestrare i modelli IA sia possibile solo dietro esplicito consenso.
La Society of Authors invita tutti a condividere la protesta, in presenza (consigliata la registrazione) e/o sui social con gli hashtag #DoTheWriteThing e #MetaBookThieves. Dal sito dell’associazione è possibile scaricare una serie di immagini da usare nella campagna social.

Meta Book Thieves Lime

Pubblicato il giorno 31 marzo 2025 Archiviato in: Normativa

Culture Action Europe e le industrie culturali europee criticano il Codice di condotta GPAI

Il 21 Marzo, Culture Action Europe ha preso parte all’incontro del gruppo di lavoro sul copyright dell’AI Office per discutere la terza bozza dello EU General-Purpose AI Code of Practice (anche noto come Codice di condotta GPAI), il codice di condotta UE in materia di intelligenza artificiale.

Il Codice, il cui scopo è offrire a tutti i fornitori di modelli IA generici uno strumento per dimostrare la conformità della propria condotta all’AI Act, prevede una serie di impegni sulla trasparenza, il diritto d’autore e la sicurezza (quest’ultima riguardante solo i modelli di IA classificati come a rischio sistemico). La versione finale dovrebbe essere approvata dalla Commissione Europea entro il mese di maggio 2025.

Culture Action Europe, al pari di numerose altre organizzazioni europee, ha sollevato forti obiezioni sull’ultima versione del Codice, ritenendo che le indicazioni in essa contenute, lungi dal tutelare i diritti degli autori, offrano ai fornitori di modelli IA significativi margini d’azione per porre in atto violazioni del diritto d’autore.
Di seguito gli aspetti più critici evidenziati:

  • Per evitare che i dati contenuti nei propri siti web siano usati a fini addestrativi, l’unica opzione a disposizione degli autori è usare protocolli di esclusione dei robot (file robots.txt). Metodi di opt-out alternativi, quali meta tag, termini e condizioni d’utilizzo del sito, dichiarazioni pubbliche, ecc., non sono né menzionati né riconosciuti dal Codice, in quanto “non standardizzati”.
  • Anche nell’eventualità che gli autori ricorrano a metodi alternativi ai protocolli di esclusione dei robot, i fornitori di modelli IA sono semplicemente incoraggiati ad “adoperarsi al massimo” per rispettarli. I metodi alternativi, infatti, sono ritenuti validi solo se approvati attraverso un’ulteriore fase di confronto a livello europeo, requisito non necessario che indebolisce gli obblighi esistenti (la Direttiva sul Copyright già prevede la possibilità di esercitare l’opt-out attraverso strumenti che consentono la lettura automatizzata).
  • Il Codice chiede ai fornitori di modelli IA di fare “sforzi ragionevoli” per evitare l’estrazione di dati dai siti web pirati (!) e formulazioni altrettanto deboli si ritrovano nelle misure che “incoraggiano” i fornitori di modelli IA a pubblicare la propria politica sul copyright, informare adeguatamente gli autori sui sistemi utlizzati per l’estrazione dei dati, rispettare l’opt-out senza impatto negativo sulla reperibilità dei contenuti e ridurre il rischio che i modelli IA memorizzino contenuti protetti dal diritto d’autore.
  • Al momento, gli autori il cui diritto all’opt-out è stato ignorato hanno come unica opzione una lunga e costosa causa legale. Sebbene il Codice preveda la possibilità di segnalare le violazioni del diritto d’autore attraverso appositi moduli, la risoluzione delle controversie è lasciata alla totale discrezione dei fornitori di modelli IA, con l’espressa facoltà di respingere i reclami considerati “ripetitivi” o “esagerati”.

Ritenendo che l’attuale versione del Codice crei più incertezza che chiarezza a livello legale, Culture Action Europe ha sollecitato la Commissione a prestare maggiore attenzione agli aspetti sopra indicati e a definire dettagliatamente gli obblighi dei fornitori di AI, anziché limitarsi a incoraggiarli a rispettare il diritto d’autore.

39 organizzazioni di settore europee, tra cui CEATL (European Council of Literary Translators’ Associations) ed EWC (European Writers’ Council), hanno pubblicato il 28 marzo 2025 una dichiarazione congiunta, definendo la bozza “assolutamente inaccettabile”.
L’iniziativa è sostenuta anche da Confindustria Cultura Italia (CCI) e dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Innocenzo Cipolletta, presidente di entrambe le organizzazioni, ha dchiarato che, se fosse approvato così com’è, il Codice di condotta GPAI violerebbe apertamente l’AI Act e la Direttiva Copyright,  sollevando le big tech dalla responsabilità di rispettare il diritto d’autore europeo e di agire con trasparenza. In buona sostanza, ai titolari dei diritti viene detto di farsi una ragione del fatto che le grandi aziende tecnologiche abbiano abusivamente utilizzato le loro opere.
“Una sorta di amnistia per poche e ricchissime persone”, come la definisce Cipolletta, “a danno di milioni di cittadini europei: autori, interpreti, esecutori, traduttori, giornalisti, editori, produttori, lavoratori delle industrie creative”.

Fonti: Culture Action EuropeDBAgenda DigitaleCEATLAIE

 

Pubblicato il giorno 22 marzo 2025 Archiviato in: Eventi

Class action contro i giganti IA sull’uso di libri piratati

The Atlantic ha messo a disposizione uno strumento di ricerca che consente agli autori di verificare se le proprie opere sono presenti in LibGen, un sito web illegale usato dalle aziende dell’intelligenza artificiale per addestrare i modelli di IA generativa.

LibGen contiene oltre 7 milioni e mezzo di testi letterari e scientifici piratati, inclusi testi di autori italiani, che sono stati copiati, integralmente o in parte, da Meta e altre aziende del settore.

Nella California del Nord, è già stata intentata una class action (Kadrey v. Meta) contro Meta, OpenAI, Microsoft, Anthropic e altre aziende del settore IA. La US Authors Guild, da tempo attiva al fianco di autori ed editori nel contrastare i siti pirata, si è unita a John Grisham, Jodi Picoult, David Baldacci, George R.R. Martin e altri tredici  autori in una causa legale contro OpenAI. La causa è stata intentata a nome di tutti gli autori USA le cui opere sono state illegalmente utilizzate, e un primo pronunciamento della corte è atteso per l’estate.

La Authors Guild ha offerto, inoltre, agli autori alcuni consigli pratici su come (tentare di) difendere le proprie opere dall’utilizzo illegale a fini addestrativi. Tra le misure raccomandate, anche l’apposizione sul libro del logo “Human Authored”, di cui si è recentemente parlato su Biblit.

Fonte: Authors GuildThe Atlantic