London Book Fair 2026, Eventi al Literary Translation Centre
Il Literary Translation Center della London Book Fair 2026 ha ospitato diversi incontri dedicati ai “temi caldi” della professione.
Il panel Getting Out of the Margins: Five Years of #TranslatorsOnTheCover ha fatto il punto sull’iniziativa lanciata cinque anni fa dalla traduttrice Jennifer Croft e dallo scrittore Mark Haddon, con il sostegno di quasi 3000 autori, per sollecitare gli editori a pubblicare il nome del traduttore in copertina. I partecipanti all’incontro hanno convenuto che la pubblicazione del nome in evidenza ora sia più diffusa, soprattutto tra gli editori indipendenti, sottolineando quanto ciò sia importante non solo per la visibilità, ma anche per l’inclusione nei metadata. Il panel è stato anche l’occasione per segnalare altre richieste, quali una migliore retribuzione e la possibilità per i traduttori di essere seguiti da agenti letterari, al pari degli autori, per ottenere condizioni di lavoro più favorevoli.
Il panel Translators as Agents: A Solution for Less Translated Literatures? ha approfondito il tema del lavoro spesso svolto a titolo gratuito dai traduttori che si occupano di scouting. Individuare e proporre agli editori un titolo inedito richiede una salda conoscenza della normativa contrattuale, della gestione di una casa editrice e dell’andamento del mercato editoriale, competenze che il più delle volte non sono né riconosciute né retribuite.
Dei molteplice ruolo dei traduttori letterari si è discusso anche nel panel The Translator as an Asset, in cui è stata evidenziata la vasta gamma di attività in cui sono solitamente coinvolti i traduttori: da scout letterari e interpreti ad attivisti per il dialogo tra i popoli. Ruoli dati per scontati, e spesso non retribuiti, che contribuiscono in modo significativo alla crescita del settore editoriale.
(Notizie tratte in parte da un articolo di Publishing Perspectives)




