New entry nel mondo delle traduzioni automatiche
Mentre i tribunali cavillano sulla legittimità dell’uso di opere protette dal diritto d’autore per addestrare i cosiddetti LLM (Large Language Models) e le associazioni di categoria internazionali (vedi EWC, CEATL, SoA, Authors’ Guild) insorgono in difesa degli autori, continuano a spuntare come funghi aziende che sfruttano l’intelligenza artificiale per offrire traduzioni a buon mercato.
Tra le ultime a lanciare i vagiti c’è Globescribe.ai, amorevolmente concepita da Betsy Reavley e Fred Freeman, ex cofondatori della casa editrice indipendente Bloodhound Books, con l’umanitario intento di “abbattere le barriere linguistiche, aprendo l’accesso ai mercati globali a libri che altrimenti non sarebbero mai stati tradotti a causa di limitazioni di costo, di tempo o di domanda”.
La neonata piattaforma si rivolge ad autori autopubblicati ed editori tradizionali offrendo traduzioni “convenienti, veloci ed affidabili”, che da valutazioni in cieco sarebbero risultate addirittura di qualità superiore a quelle prodotte da traduttori in carne e ossa. Per il momento, il servizio è proposto in cinque lingue: spagnolo, tedesco, italiano, portoghese e francese, ma altre lingue sono in arrivo. Nessun abbonamento o contratto, solo 100 dollari a libro (450 per 5 libri e c’è anche uno sconto speciale del 10% per il mese di luglio). La procedura è un gioco da ragazzi: basta caricare il testo, scegliere la lingua, pagare il dovuto e, voilà, in 24 ore è possibile scaricare una traduzione rispettosa di stile, sfumature e formattazione originali.
I fondatori dell’impresa, che avrebbero già avviato contatti con i “big five” dell’editoria mondiale nonchè con diverse piattaforme di self-publishing, hanno tenuto a precisare che non è loro intenzione sostituirsi ai traduttori umani, quanto piuttosto favorire una più ampia diffusione della letteratura.
“Many wonderful books remain locked in a single language because traditional translation can be time-consuming and prohibitively expensive. With AI, we can change that”, sono le parole di Betsy Reavley.
La reazione dei colleghi d’Oltremanica alla nascita di Globescribe non si è fatta attendere. Il concetto ribadito è sempre lo stesso (“The best literary translations offer more than simple accuracy”), eppure le imprese che propongono servizi di traduzione/narrazione automatica continuano a fiorire indisturbate.
La sensazione è che la situazione evolva (o involva) molto più rapidamente delle prese di posizione in difesa dei diritti di traduttori e traduttrici.
Si veda il recente annuncio di Audible (detentore del 70% di vendite di audiolibri nel Regno Unito) in merito all’offerta di un servizio di narrazione automatica e di traduzione automatica da inglese a spagnolo, francese, italiano e tedesco. L’annuncio arriva a solo un anno dalla pubblicazione con grande enfasi della ricerca della UK Society of Authors sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro di scrittori, traduttori e illustratori. La Translators Association inglese ha lanciato una campagna per sottolineare l’importanza della traduzione umana.
Fonti: The Bookseller – Globescribe.ai – The Guardian – Society of Authors




