Buchmesse 2026, Incontro sull’IA nella traduzione e nell’editoria
Presso il padiglione della Repubblica Ceca, Paese ospite d’onore della Buchmesse 2026, si è tenuto l’incontro L’IA nella traduzione e nell’editoria, in cui sono stati discussi i dati emersi dalla ricerca europea sui traduttori letterari svolta dal CEATL (Consiglio europeo delle associazioni dei traduttori letterari) e da uno studio specifico dedicato ai professionisti dell’editoria ceca.
L’evento, moderato da Anna Luňáková, ha visto la partecipazione di Francesca Novajra, presidente del CEATL, e di Jiřina Šmejkalová (Università Carolina) e Lenka Pořízková (Università Palacký), ricercatrici del progetto HumanAId.
L’indagine svolta dal CEATL nel 2026 ha coinvolto 1785 partecipanti. Oltre il 77% ha espresso una visione negativa riguardo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa nei settori della traduzione e dell’editoria, mentre il 37% ha preso addirittura in considerazione l’idea di abbandonare la professione. L’impatto dell’intelligenza artificiale è il motivo più frequentemente citato per un eventuale abbandono, seguito dalle minori opportunità e dal calo dei redditi. Tuttavia, circa il 70% dei partecipanti ha dichiarato di aveva sperimentato o utilizzato l’IA nell’ambito del proprio lavoro, spesso per motivi di ricerca.
Quasi il 30% degli intervistati ha riferito di avere ricevuto meno incarichi, attribuendo il fatto all’intelligenza artificiale, sebbene circa la metà non abbia riscontrato cambiamenti nel flusso di lavoro. Circa un terzo dei rispondenti ha ricevuto offerte di lavoro riguardanti il post-editing (revisione di testi tradotti automaticamente), che la maggior parte di essi ha rifiutato. Tra coloro che hanno accettato quasi tre quarti hanno riferito una retribuzione inferiore rispetto a quella prevista per la traduzione umana.
La ricerca ceca, svolta da HumanAId tra febbraio e aprile 2026, ha raccolto 142 risposte da parte di varie figure operanti nel settore editoriale, tra cui un numero relativamente esiguo di traduttori. Quasi nove intervistati su dieci hanno indicato il risparmio di tempo come motivazione decisiva per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, principalmente per la ricerca di informazioni, il brainstorming, la stesura di testi promozionali e la traduzione per finalità operative o di marketing.
I professionisti del marketing e del design hanno mostrato un approccio più intensivo e positivo nei confronti degli strumenti IA. I redattori e i correttori di bozze sono risultati tra gli utenti meno soddisfatti, sollevando anche questioni riguardanti l’affidabilità, il diritto d’autore e la salvaguardia della creatività umana.
La cosa interessante è che l’età è risultata in qualche modo incidere sull’ottimismo e sulla percezione dei rischi: i partecipanti più anziani e con maggiore esperienza hanno, in generale, valutato in modo più positivo i cambiamenti legati all’intelligenza artificiale, mentre circa il 70% dei rispondenti nella fascia 30-39 anni ha dichiarato di sentirsi sotto pressione nell’utilizzare l’IA e di provare disagio al riguardo.
Fonte: Publishing Perspectives, articolo di Talita Facchini




